a process is said to be aleatoric […] if its course is determined in general but depends on chance in detail” (Werner Meyer-Eppler)

   C'è qualcosa nel dissolversi di un'immagine che schiarisce la vista e ne rivela un senso più profondo rispetto alle possibilità offerte dal labirinto dei suoi dettagli.

Cancellare, sfocare, sottrarre, sono spesso gesti che sfuggono ad un controllo razionale, riaprendo uno spiraglio alla libertà della vita. Ma se invece di sottrarre si creasse direttamente in condizioni di forte aleatorietà allora gli esiti della ricerca potrebbero essere particolarmente sorprendenti ed illuminanti.

    Adesso l'artista ha il compito di interpretare il presente per intuire anticipatamente il futuro. Questo è il ruolo che la nostra società vuole per lui.

Però viviamo in un'epoca in cui le persone sono dominate da immagini ed informazioni.  Il lavoro dell'artista,  poichè si occupa di immagini e del loro potere, dovrebbe partire dalla comprensione di questo fenomeno.  Proprio Il flusso crescente di immagini , che assomiglia sempre di più ad un alluvione, lascia dei disastri al suo passaggio:  alta definizione e video  iper-veloci sono sempre più indispensabili per superare l'assuefazione causata dal sovraccarico di stimoli. Questo lascia le persone sempre più disorientate circa i propri veri sentimenti e percezioni, alzando così il livello di analfabetismo emotivo e dissonanza cognitiva.

  Nel dipingere è ancora possibile superare questa logica. Ma sento come fortemente necessario studiare le immagini achetipiche, ricorrere all'Automatic drawing surrealista, stimolare il fenomeno fisiologico della pareidolia nelle macchie di inchiostro,  restando contemporaneamente radicato nel reale. Sviluppando questo approccio, con la stessa serietà di un rituale, sarà allora possibile superare qualsiasi influenza culturale e riconsiderare le nostre conoscenze, la nostra definizione di mondo. Per ottenere questo è necessario  abbandonare il gesto volontario in favore del movimento spontaneo del colore, lavorando al limite di rottura della carta e della figurazione.

Aspettando che qualcosa si manifesti...

Stefano Giorgi

stefano giorgi